Cultura

Marano Lagunare: la piccola Venezia che il Friuli si è tenuta per sé

31 Maggio 2026

Cosa vedere a Marano Lagunare? Inizia dal cartello all’ingresso.

Sotto il nome del paese, in caratteri più piccoli, c’è scritto: “Maran, comunità di parlata veneta.” Non friulana. Veneta. In un paese del Friuli Venezia Giulia, a sessanta chilometri da Venezia, la gente parla ancora un dialetto di matrice veneziana che non ha niente a che fare con il friulano parlato tutto intorno.

È così che si presenta Marano — con una piccola rivendicazione d’identità incisa su un cartello stradale.

Cosa vedere a Marano Lagunare: la piazza e la torre”

Marano è stata abitata dall’epoca romana, ma ciò che le ha dato il suo volto attuale è stata la dominazione veneziana, osservabile nell’architettura del centro e delle piazze. Venezia la tenne per secoli come avamposto militare sulla laguna friulana — una delle più antiche del Mediterraneo — e la trasformò a sua immagine: calli strette, campielli, pozzi in pietra d’Istria, palazzi con i tipici portici veneziani.

Il fulcro della città è Piazza dei Provveditori — il titolo dei funzionari veneziani che amministravano i territori della Terraferma — dove si trovano la Loggia Maranese e la Torre Millenaria alta 32 metri, utilizzata un tempo come torre di avvistamento. Il nome della piazza dice già tutto: anche qui, come a Marano Lagunare, Venezia ha lasciato il suo timbro sulla toponomastica.

La torre è il simbolo della città. Si vede da lontano, si sale fino in cima, e da lassù si capisce perché i veneziani tenevano tanto a questo posto: la laguna si distende in tutte le direzioni, i canali si intrecciano tra le barene, e il confine tra acqua e terra è così sfumato che è difficile capire dove finisce l’uno e inizia l’altra.

La laguna

La simbiosi con l’ambiente lagunare ha plasmato l’economia locale, ancora fortemente legata alla pesca, e una cucina che profuma di mare. Marano non è una città turistica — è una città di pescatori che accetta i visitatori con una certa indifferenza. Il porto al mattino presto, con le barche che rientrano e i pescatori che scaricano il pescato, è uno di quegli spettacoli che non si organizzano per i turisti.

L’escursione in barca nella laguna è il modo migliore per capire questo territorio. La riserva naturale Valle Canal Novo comprende un’area protetta di 121 ettari con un’ex valle da pesca, un tratto lagunare e zone di campagna: un ecosistema ricco e variegato, fatto di acque salmastre e ambienti umidi. I casoni — le antiche abitazioni costruite con canne palustri — si vedono ancora sulle barene, alcuni ancora in uso dai pescatori. Aironi, fenicotteri, cormorani. Una laguna che assomiglia a quella veneziana di mille anni fa, prima che il turismo la trasformasse in qualcosa di diverso.

Per un’escursione in barca tra i canali lagunari, con soste ai casoni e alla riserva naturale, la scheda Laguna di Marano in Batana racconta come organizzarla.

Prima di andare

Il territorio di Marano Lagunare costituì per secoli uno snodo delle rotte commerciali dell’Adriatico, come testimoniato dai reperti esposti al Museo Archeologico della Laguna — molti dei quali provenienti da Asia e Africa e rinvenuti tramite scavi o nelle profondità sabbiose della laguna. Il museo è piccolo, quasi nascosto, ad ingresso gratuito. Vale un’ora.

Marano si visita in mezza giornata. È una tappa naturale dell’itinerario La Via del Sale — da qui si prosegue verso Trieste, Muggia e Pirano, lungo la costa che fu per secoli il confine orientale della Serenissima.

Marano Lagunare si raggiunge facilmente da Udine in circa 45 minuti, o da Venezia in un’ora e mezza. Non c’è un parcheggio nel centro storico per cui conviene lasciare l’auto fuori dalle mura e si entra a piedi, come facevano i veneziani.

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