Saline di Sicciole: raccogliere il sale come si faceva ai tempi della Serenissima
750 ettari di acqua e cristalli bianchi, dove il sale si raccoglie ancora a mano dal XIV secolo
Sicciole (Sečovlje), Slovenia
Le saline di Sicciole sono citate già in un documento del 1139. Erano, dopo la Puglia, le più grandi produttrici di sale dell'Adriatico — e il sale, per Venezia, valeva quanto la moneta sonante. Oggi si raccoglie ancora a mano, con gli stessi metodi di allora.
Le saline di Sicciole sono le saline più settentrionali del Mediterraneo, situate alla foce del fiume Dragogna, al confine tra Slovenia e Croazia. Durante l'egemonia della Repubblica di Venezia vigeva un rigido controllo sul commercio del sale prodotto qui — una delle fonti di ricchezza più strategiche della Serenissima.
Il parco si visita a piedi o in bicicletta lungo i percorsi che costeggiano le vasche di raccolta. In estate, con l'esperienza Salinaro per un giorno, si entra nelle vasche con i raccoglitori e si impara la tecnica tradizionale. Il sale prodotto — chiamato Sale di Pirano — è oggi un prodotto alimentare tipico riconosciuto a livello europeo.
In autunno e primavera le saline si popolano di fenicotteri rosa e centinaia di specie di uccelli migratori — sono la località ornitologica più importante della Slovenia. Un posto che sorprende ogni volta
Questa scheda è redazionale e indipendente.
Foto ©kpss.si
Informazioni pratiche
Località: Sicciole (Sečovlje), Slovenia
Durata: 2-3 ore
Prezzo indicativo: Ingresso da 5€ · Salinaro per un giorno da 15€
