Storie di territorio

Il Castello di Casanova: un pomeriggio tra storia e Pinot Nero nel Collio

8 Maggio 2026

Tra le colline del Collio goriziano, a Capriva del Friuli, c’è un posto che non somiglia a nessun altro posto del Friuli. Non è solo una cantina, non è solo un castello medievale, non è solo un campo da golf che si snoda tra i filari. È tutte queste cose insieme, e nessuna di esse basta da sola a spiegare cosa si prova arrivandoci.

Il Castello di Spessa, nel cuore del Collio goriziano a Capriva del Friuli. si vede già dalla strada. Si erge su una piccola altura, circondato da un giardino all’italiana e da vigne che scendono ordinatamente verso la pianura. Le sue origini risalgono al 1200, ma la storia che lo ha reso celebre è molto più recente — o meglio, molto più romanzesca.

Casanova era qui

Nel 1772, Giacomo Casanova si trovava a Trieste. Qui incontrò il Conte Luigi Torriani, proprietario di Spessa, che l’anno seguente lo invitò nella sua tenuta. Casanova rimase per alcuni mesi, e nelle sue Mémoires — l’Histoire de ma Vie — dedicò alcune pagine a questo soggiorno, lodando i vini della proprietà e definendoli, nella sua prosa barocca e precisa, “di qualità eccellente.”

Non è una leggenda da depliant. È storia documentata, scritta di suo pugno dall’uomo che forse meglio di chiunque altro ha incarnato lo spirito veneziano del Settecento: il gusto per il bello, per il vino, per la conversazione, per i luoghi che sanno essere all’altezza dell’immaginazione.

Il legame con la Serenissima non è casuale. Il Collio era territorio veneziano, e le famiglie nobili friulane — i Dorimbergo, i Rassauer, la famiglia Della Torre Valsàssina che vantava una discendenza da Carlo Magno — erano inserite in quella rete di relazioni culturali ed economiche che faceva capo a Venezia. Quando Casanova arrivò a Spessa, non era uno straniero: era un veneziano che tornava in un territorio familiare.

Castello di Spessa

Il vino che porta il suo nome

La famiglia Pali, che ha acquistato il castello nel 1987 e ne ha fatto un Golf Wine Resort & SPA, ha deciso di rendere omaggio a quel soggiorno nel modo più diretto possibile: dedicando a Casanova il loro Pinot Nero di punta.

Il Casanova — Collio DOC — nasce nei vigneti di Capriva del Friuli, su suoli di ponca, quella caratteristica alternanza di marne e arenarie che è l’impronta geologica del Collio. La fermentazione avviene in tini di rovere troncoconici, con follature manuali quotidiane per 15-20 giorni. Poi il vino scende, letteralmente, in uno dei luoghi più insoliti del Friuli.

Sotto il castello, a 18 metri di profondità, c’è un bunker militare. Fu scavato durante la Seconda Guerra Mondiale e scoperto solo nel 1987, durante i lavori di ristrutturazione. Temperatura costante di 14 gradi, umidità perfetta, silenzio assoluto. Oggi è qui che il Casanova riposa per 12 mesi in barrique, prima di essere imbottigliato senza filtrazione e affinato ulteriormente in vetro.

Il risultato è un rosso rubino intenso, con note di piccoli frutti rossi e sentori speziati al naso, vellutato e lungo al palato. Non il Pinot Nero trasparente e nervoso della Borgogna, ma qualcosa di più meridionale nel carattere — caldo, avvolgente, con un finale di mora e spezie dolci che resta.

Cosa fare al Castello di Spessa

Una visita al Castello non è una cosa che si fa di fretta. L’ideale è arrivarci nel tardo pomeriggio, quando la luce scende obliqua sulle vigne e le colline del Collio prendono quella tonalità oro-verde che è impossibile fotografare bene ma impossibile dimenticare.

Le cantine medievali — le più antiche dell’area — si visitano su appuntamento, con degustazione dei vini della tenuta inclusa. È l’occasione per capire davvero cosa significa il termine terroir in un posto come questo: non una parola da sommelier, ma una realtà fisica, fatta di suolo e microclima e storia.

Il resort offre anche possibilità di pernottamento nelle stanze del castello — alcune in stile veneziano Settecento, una delle suite porta ovviamente il nome di Casanova — o negli appartamenti nelle vigne, più rustici e silenziosi, perfetti per un weekend di digital detox tra i filari.

Chi ama il golf troverà qui un percorso a 18 buche che si intreccia con i vigneti in modo del tutto peculiare: difficile capire dove finisce il campo e dove inizia la tenuta agricola.

E se volete restare a mangiare, la Tavernetta al Castello è uno dei ristoranti gourmet più seri del Collio, con una cucina che lavora strettamente sul territorio — carni locali, erbe di campo, formaggi friulani — abbinata ai vini della tenuta.

Prima di partire: il contesto del Collio

Il Castello di Spessa non è un posto isolato. Si trova nel cuore di un territorio — il Collio goriziano — che è forse la denominazione vinicola più interessante del Friuli, e una delle meno conosciute d’Italia. A pochi chilometri, verso Cormons, si trovano molte altre cantine storiche.

Se hai una giornata, puoi fare entrambe le cose: mattina a Cormons tra i bianchi del Collio, pomeriggio a Capriva per la visita al castello e un calice di Casanova guardando il tramonto sulle Prealpi Giulie. È una di quelle giornate che si ricordano.

Per organizzare la visita al Castello di Spessa — degustazione in cantina e nel bunker — leggi la nostra scheda: Degustazione al Castello di Spessa: vino, storia e un bunker segreto.

Una mattina tra questi filari è qualcosa di diverso da qualsiasi esperienza turistica standard. Non ci sono code, non ci sono gruppi organizzati. C’è solo il paesaggio, il silenzio, e la possibilità di incontrare chi questo vino lo produce davvero.

Cosa fare nel Collio

Il Collio è prima di tutto vino. Ma è anche storia, confini che si spostano, culture che si mescolano. Qui l’Italia finisce e la Slovenia inizia, e non è solo una questione geografica — è una questione di sapori, di lingua, di tradizioni.

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