Cultura

Cividale del Friuli: la capitale longobarda che il Friuli si è dimenticato di raccontare

31 Maggio 2026

C’è una città in Friuli che è stata capitale di un regno, ha ospitato il primo ducato longobardo d’Italia, conserva uno dei capolavori dell’architettura altomedievale riconosciuti dall’UNESCO, e che la maggior parte dei turisti che vengono in Friuli non raggiunge mai.

Si chiama Cividale del Friuli. Sta a venti minuti di treno da Udine. E merita molto più di quello che le viene dato.

Forum Iulii

Cividale è antica quanto Roma — o quasi. Fondata in epoca romana con il nome Forum Iulii, fu poi capitale del primo ducato longobardo d’Italia. È da quel nome romano, Forum Iulii, che viene il nome della regione intera: Friuli. Ogni volta che dici “Friuli” stai citando questa città, anche se non lo sai.

I Longobardi arrivarono nel 568 e fecero di Cividale il loro centro di potere in Italia. La città conserva preziose testimonianze del periodo, prima fra tutte il Tempietto — ornato da affreschi bizantini e decorazioni a stucco, fu eretto nella seconda metà dell’VIII secolo come cappella del monastero benedettino femminile di Santa Maria in Valle.

Cosa vedere a Cividale del Friuli: il tempietto longobardo

Il Tempietto si trova a Cividale del Friuli, collocato all’interno del monastero delle Orsoline, dal cui chiostro vi si può accedere attraverso un antico portone ligneo. Si tratta della più importante e meglio conservata testimonianza architettonica dell’epoca longobarda.

Quello che colpisce, entrando, non è tanto la dimensione — è piccolo, quasi intimo — quanto la qualità di quello che è sopravvissuto. Le statue di stucco che decorano l’arco d’ingresso sono tra le sculture altomedievali meglio conservate d’Europa. I volti sono quasi interi. Le vesti hanno ancora le pieghe. È possibile visitare contestualmente il Tempietto, il Monastero di Santa Maria in Valle e la Chiesa di San Giovanni, in quanto fanno parte dello stesso complesso architettonico.

Vale da solo il viaggio.

Il Ponte del Diavolo e il Natisone

Prima o dopo il Tempietto, il centro storico si attraversa a piedi in meno di un’ora — vicoli acciottolati, piazze tranquille, palazzi veneziani che ricordano che anche Cividale è passata sotto la Serenissima. Ma il momento che si ricorda è quello sul Ponte del Diavolo.

Il ponte medievale sul Natisone è uno dei più fotografati del Friuli, ma la foto non rende. Bisogna stare fermi sul parapetto e guardare giù — il fiume verde smeraldo, le rocce, le pareti della gola che si stringono sotto. La leggenda dice che il Diavolo lo costruì in una notte in cambio dell’anima del primo essere vivente che l’avesse attraversato. I cividalesi ci mandarono un gatto.

Cosa vedere a Cividale del Friuli

Prima di andare

Il Palazzo dei Provveditori veneti, costruito secondo il progetto dell’architetto Andrea Palladio tra il 1565 e il 1615, custodisce il Museo Archeologico di Cividale — con reperti di epoca romana, paleocristiana, altomedievale e una sezione dedicata interamente al Regno longobardo. Se avete bambini, vale la visita per le fibule — le spille d’oro con cui si adornavano le donne longobarde, trovate nelle necropoli della città. Sono oggetti che fanno capire quanto quel popolo fosse lontano dall’immagine di barbari rozzi che la storia gli ha appiccicato addosso.

Cividale si visita comodamente in mezza giornata — il centro storico è piccolo e tutto a piedi. Il consiglio è di arrivare la mattina presto, quando i vicoli sono ancora silenziosi e il Tempietto si visita senza fila. Il Museo Archeologico Nazionale in Piazza del Duomo vale un’ora aggiuntiva — le fibule longobarde in oro trovate nelle necropoli della città sono tra i reperti altomedievali più belli d’Italia. Per chi vuole fermarsi a pranzo, le osterie del centro propongono la cucina friulana classica: frico, gubana, vini dei Colli Orientali. Cividale è anche la porta d’ingresso naturale alle Valli del Natisone — se hai il tempo, la strada che risale il fiume verso la Slovenia è uno dei percorsi paesaggistici più belli del Friuli. Si abbina bene a una tappa nel Collio — è la prima tappa dell’itinerario Friuli segreto, che da qui scende verso le cantine e i borghi del Collio goriziano.

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