Esperienza · enogastronomia

Zidarich: la cantina scavata nella roccia del Carso e i vini che sanno di pietra

22 metri sotto il Carso triestino, Benjamin Zidarich fa macerare la Vitovska in contenitori di pietra calcarea

Prepotto, Trieste

Dal 1988 Benjamin Zidarich ha in mano le redini dell'azienda con una missione: valorizzare le potenzialità della sua terra attraverso i vini. Quella terra è il Carso triestino — roccia, bora, terra rossa, e vitigni che non crescono da nessun'altra parte.

Nel luglio 2009 ha inaugurato la nuova cantina disegnata dall'architetto Paolo Meng — un gioiello architettonico realizzato in otto anni di lavoro con materiali locali, penetrando nella roccia per oltre venti metri, con muri in pietra recuperata dagli scavi. Tre piani sotterranei, temperatura costante, silenzio di pietra.

Qui Benjamin fa qualcosa di raro: la Vitovska "Kamen" macera per un mese in un contenitore di pietra aperto, per poi affinare un anno in un vaso vinario sempre di pietra e un altro anno in legno. La pietra non cede minerali, mantiene la temperatura, lascia il vino solo con se stesso. Il risultato è un bianco che non assomiglia a nessun altro bianco — sapido, verticale, con un finale che sa di Carso.

Tre volte all'anno Zidarich apre la sua Osmiza sopra la cantina: vini, prodotti della terra, terrazza con vista sul mare. Vale organizzarsi per esserci.

Questa scheda è redazionale e indipendente.
Foto ©zidarich.it

Informazioni pratiche

Località: Prepotto, Trieste

Durata: 1-2 ore (visita cantina + degustazione)

Prezzo indicativo: Su prenotazione

Visita la cantina

Questa esperienza fa parte di

Dal racconto

Resta in contatto

Il territorio racconta chi lo abita

Storie, itinerari ed esperienze dalla Serenissima — direttamente nella tua casella email.



    Torna in alto
    Torna in alto