Il Filo d’oro della Malvasia: da Venezia all’Istria lungo la rotta del vino della Serenissima
Malvasia è un nome che Venezia ha portato con sé per secoli: veniva dal porto greco di Monemvasia e i mercanti della Serenissima lo usavano per i vini dolci del Levante, che vendevano a Rialto e in tutta Europa. Oggi lo stesso nome indica un vitigno dell'Alto Adriatico, la Malvasia istriana, coltivato tra Istria, Collio e Isonzo e con ogni probabilità nato proprio in Istria. Questo itinerario percorre quella rotta al contrario — non da Venezia verso le colonie, ma dai territori dove la Malvasia è ancora oggi coltivata risalendo verso il cuore della Serenissima. Sei giorni tra cantine storiche, borghi medievali e confini che cambiano lingua ma non paesaggio.
Le tappe
Collio italiano: Cormons e Capriva del Friuli
Il punto di partenza è il Collio goriziano — la denominazione vinicola che ha fatto conoscere al mondo il Friuli del vino. A Cormons, La Subida è la prima sosta: un borgo nel bosco, cucina di confine con stella Michelin, l'anima del Collio in un posto solo.
A pochi chilometri, a San Floriano del Collio, il Borgo Gradis'ciutta — un complesso del Cinquecento restaurato, sulla linea dove per secoli il territorio veneziano finiva e quello asburgico iniziava. Vini biologici, vigneti storici, camere tra i filari.
Nel pomeriggio: visita e degustazione a Russiz Superiore — sette secoli di storia viticola, l'aquila dei principi Torre Tasso sull'etichetta, i bianchi più longevi del Collio.
Il Collio e Livio Felluga
Mattina da Livio Felluga a Brazzano di Cormons — i vini con la mappa in etichetta, una storia istriana che attraversa due guerre e un confine, l'Abbazia di Rosazzo come cantina di invecchiamento. Nel pomeriggio visita al Castello di Spessa: cantine medievali, bunker della Seconda Guerra Mondiale a 18 metri di profondità, il Pinot Nero Casanova che riposava lì sotto mentre Casanova dormiva sopra.
Il Carso: Savogna d'Isonzo e Prepotto
Il Carso è un altro mondo — pietra, bora, terra rossa. A Savogna d'Isonzo, Lokanda Devetak dal 1870: sei generazioni di famiglia slovena, cucina che mescola Italia, Slovenia e Austria, una cantina con 13.000 bottiglie scavata nella roccia. Pranzo qui.
Nel pomeriggio, a Prepotto, Zidarich — la cantina a 22 metri sotto il Carso, la Vitovska che macera in tini di pietra calcarea, un vino che non assomiglia a nessun altro vino al mondo.
Il Brda sloveno: Ceglo e Šmartno
Si varca il confine verso il Collio sloveno — Brda in sloveno, stesso paesaggio, altra lingua. A Ceglo, Cantina Movia: trecento anni di storia, la nona generazione, vini naturali senza compromessi degustati sulla terrazza panoramica con vista sui vigneti.
A pochi minuti, Gredič — castello del Cinquecento, ristorante Bib Gourmand Michelin, enoteca con la collezione più completa dei vini di tutta la regione. Cena e pernottamento.
Šmartno e il confine istriano
Mattina nel borgo medievale di Šmartno — costruito su fondamenta romane, prima fortezza contro i turchi poi campo di battaglia tra Venezia e gli Asburgo. Pranzo alla Hiša Marica: menu stagionale che cambia ogni settimana, prosciutto tagliato a mano, formaggi sloveni, vini di Brda. Tavoli sul vicolo lastricato con vista sui vigneti.
Nel pomeriggio si scende verso l'Istria, attraversando il confine sloveno-croato tra le colline.
Istria: Momjan e Kozlović
L'ultima tappa è la più meridionale e la più inattesa. A Momjan, Cantina Kozlović — un edificio di architettura contemporanea sospeso sulla valle, dal 1904, con la terrazza di vetro che sembra galleggiare sui vigneti. Qui la Malvasia istriana è a casa: l'uva che porta il nome della vecchia malvasia veneziana con ogni probabilità è nata su queste colline.
Informazioni pratiche
In auto: l'itinerario si percorre con un'auto propria. Da Cormons a Kozlović sono circa 130 km, su strade secondarie che attraversano tre paesi e alcuni dei paesaggi più belli del nord-est europeo. Non è un itinerario da fare in fretta.
Frontiere: si attraversano i confini Italia-Slovenia e Slovenia-Croazia. Con documento d'identità UE, nessun controllo.
Periodo consigliato: settembre-ottobre per la vendemmia, o maggio-giugno. L'autunno nel Brda — con i ciliegi e i vigneti che cambiano colore — è straordinario.
Prenotazioni necessarie: tutte le visite in cantina (Russiz Superiore, Livio Felluga, Castello di Spessa, Zidarich, Movia, Kozlović) richiedono prenotazione anticipata. Lokanda Devetak e Gredič si prenotano con almeno 2-3 giorni di anticipo.
Esperienze lungo la rotta
La Subida: il bosco, la stella Michelin e l'anima del Collio di confine
enogastronomia
Borgo Gradis'ciutta: dormire tra i vigneti sul confine che Venezia e gli Asburgo si contesero per secoli
enogastronomia
Russiz Superiore: settecento anni di storia viticola nel cuore del Collio
enogastronomia
Livio Felluga: i vini della carta geografica e una storia istriana nel cuore del Collio
enogastronomia
Castello di Spessa: degustazione tra storia e bunker segreto
enogastronomia
Lokanda Devetak: dal 1870 sul Carso, dove Italia, Slovenia e Austria si siedono a tavola insieme
enogastronomia
Hiša Marica: pranzo nel borgo medievale dove Venezia e gli Asburgo si fronteggiavano
enogastronomia
Movia: trecento anni di vino naturale sul confine che non divide
enogastronomia
Gredič: un castello del Cinquecento nel cuore del Brda, con enoteca e cucina Michelin
ospitalità
Zidarich: la cantina scavata nella roccia del Carso e i vini che sanno di pietra
enogastronomia
