Storie di territorio

Quando i nobili veneziani lasciavano la laguna

14 Giugno 2026

C’è un momento preciso in cui Venezia smette di essere una città e diventa un problema. Succedeva d’estate, quando il caldo e l’umidità della laguna rendevano i palazzi irrespirabili e l’acqua cominciava a puzzare. I nobili veneziani avevano una soluzione: salivano sul Burchiello — il battello di linea che percorreva il Naviglio del Brenta — e si allontanavano dalla città verso l’entroterra.

La Riviera del Brenta e le ville della Serenissima

La Riviera del Brenta è il primo atto di questo viaggio. Lungo il Naviglio, a poca distanza da Venezia, i nobili avevano costruito le loro ville di villeggiatura: palazzi palladiani con parchi all’italiana, affacciati sull’acqua, progettati per essere visti dalla barca che passava. Erano residenze estive, ma anche fattorie, centri amministrativi, luoghi dove la Serenissima esercitava il controllo sull’entroterra che la riforniva di grano, legname e mano d’opera.

Oggi la Riviera si percorre in auto lungo la strada che costeggia il Naviglio. Le ville sono ancora lì — alcune aperte al pubblico, altre private, tutte visibili dal finestrino in quella sequenza quasi ininterrotta che va da Stra fino a Dolo. È uno dei paesaggi più peculiari del Veneto, sospeso tra la laguna e la pianura, tra l’acqua e la campagna.

I Colli Euganei: cosa vedere tra vigne e borghi

Oltre la pianura, i Colli Euganei si alzano all’improvviso come isole di pietra scura — antichi vulcani emersi 35 milioni di anni fa, coperti oggi di vigneti, uliveti e borghi medievali arroccati sulle cime. Il terreno è di origine lavica, ricco di minerali, e dà ai vini locali una mineralità che non si trova altrove nel Veneto. I romani lo sapevano: le terme di Abano e Montegrotto attingono alle stesse acque termali che scaldano il sottosuolo dei Colli da millenni.

I nobili veneziani lo sapevano anche loro. Sui Colli avevano costruito ville più discrete rispetto a quelle della Riviera — residenze di campagna, circondate da vigne e orti, lontane dal fasto della laguna. Ci venivano a riposare, a cacciare, a fare i conti con la terra. E ci portavano ospiti illustri.

Petrarca aveva scelto Arquà Petrarca per gli ultimi anni della sua vita, nel 1370. Goethe ci passò nel suo Viaggio in Italia del 1786 e ne scrisse con ammirazione. Foscolo, D’Annunzio, Daniele Manin. E Galileo Galilei, che insegnava a Padova e scendeva verso Abano con una certa regolarità, fermandosi a mangiare in una trattoria di Torreglia che esiste ancora oggi — la Ballotta, aperta dal 1605, il ristorante più antico dei Colli.

Un territorio ancora poco conosciuto

I Colli Euganei restano uno dei territori più sottovalutati del Veneto. Chi viene in questa regione pensa a Venezia, al Lago di Garda, alle Dolomiti. I Colli rimangono nell’ombra — e per chi li visita, quell’ombra è un vantaggio. Nessuna folla, prezzi ancora ragionevoli, una qualità dell’accoglienza che si trova raramente in zone più celebrate.

Dal 2024 i Colli Euganei sono Riserva della Biosfera UNESCO — riconoscimento che premia la biodiversità del territorio e l’equilibrio tra insediamento umano e natura che qui si è mantenuto per secoli. È un territorio che merita attenzione, e che la sta ricevendo — lentamente, nel modo giusto.

Il vino è il modo più diretto per capirlo. I bianchi da Moscato Giallo Fior d’Arancio — unica DOCG dei Colli — e i rossi da Merlot e Cabernet cresciuti su suolo vulcanico sono prodotti che stanno iniziando ad attirare attenzione internazionale. La cantina Vignalta, scavata nella roccia del Monte Gemola, li produce dal 1980.

Le terme completano il quadro. Abano Terme e Montegrotto sono a pochi chilometri dai vigneti e dai borghi medievali — acque termali sulfuree che i romani usavano già duemila anni fa, oggi inserite in strutture moderne che funzionano tutto l’anno. Un giorno sui Colli può finire benissimo immerso in una piscina termale all’aperto, con le colline intorno che cambiano colore mentre il sole scende sulla pianura verso Venezia.

Trovi il percorso completo nell’itinerario I Colli dei Dogi.

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