Le Terre della Pietra Bianca
L'Istria interna è costruita in pietra bianca — il carparo, la stessa roccia calcarea che per secoli Venezia ha estratto da queste colline per costruire i suoi palazzi. Seguire questo territorio significa seguire un materiale: i muri a secco degli uliveti, le facciate dei borghi medievali, le scalinate consumate dal tempo. Grisignana, Montona, Rovigno — tre luoghi che raccontano, ciascuno a modo suo, cosa significava essere parte della Repubblica quando la pietra valeva quanto il sale.
Le tappe
Grisignana e l'entroterra veneziano
Il primo giorno è dedicato all'entroterra più profondo. Grisignana — Grožnjan — è una delle fortezze veneziane meglio conservate dell'Istria: le mura, il leone di San Marco sopra la porta, i vicoli in pietra bianca quasi deserti fuori stagione. Negli anni Settanta il borgo è stato ripopolato da artisti e musicisti, e quella sovrapposizione tra roccaforte medievale e colonia creativa è rimasta intatta. Artegnana 1798 è la base giusta per questa prima notte — un palazzo storico nel cuore del borgo, con terrazza sulla campagna istriana.
La sera, cena alla Konoba Morgan a Bisterza: tartufo istriano e pasta fatta a mano, una cucina che non concede niente al turismo e molto al territorio.
Montona e la valle del Mirna
Montona è forse il borgo più fotografato dell'Istria interna, e a ragione: le mura veneziane sono intatte, il leone di San Marco è ancora sopra la porta principale, e la vista sulla valle del Mirna è quella che ti aspetti da un dipinto fiammingo.
Pranzo alla Konoba Mondo, sotto la rocca — cucina istriana solida, senza fronzoli.
Nel pomeriggio, sosta all'Azienda Agricola Ipsa a Livade: olio extravergine e vini macerati naturali, un produttore che lavora con metodi tradizionali in un territorio che inizia ad attirare attenzione internazionale. Livade è anche il paese dei tartufi — a pochi chilometri si trovano i boschi della valle del Mirna dove vengono cercati il bianco e il nero istriano.
La seconda notte al Meneghetti Wine Hotel a Valle — una tenuta storica in pietra bianca con cantina, frantoio e camere che sembrano parte del paesaggio. È il posto giusto per capire cosa significa architettura rurale istriana.
Rovigno
L'ultimo giorno è Rovigno — la città più veneziana fuori dalla laguna. Il campanile di Sant'Eufemia è una copia quasi identica di quello di San Marco, costruito dagli stessi artigiani con la stessa pietra. I vicoli della città vecchia salgono stretti verso la chiesa, il porto guarda verso l'Adriatico aperto.
La mattina è per camminare — dentro le mura, fino in cima, fino al mare. Il pranzo al Ristorante Puntulina chiude il cerchio: costruito sulle rocce a picco sul mare, cucina veneziana e istriana, una vista che giustifica da sola il viaggio. Per chi vuole prolungare la giornata, la Konoba Batelina a Banjole — a pochi chilometri da Rovigno — è una cena da non perdere: la famiglia Skoko serve pesce del giorno pescato da loro, specie povere che altrove non trovate neanche al mercato.
Informazioni pratiche
L'itinerario si percorre in auto. Le distanze sono contenute — tra Grisignana, Montona e Rovigno non si superano mai i 40-50 km.
Il periodo migliore è settembre-ottobre per il tartufo e la vendemmia, o maggio-giugno per la luce e la mancanza di folla estiva.
Esperienze in questo itinerario
Artegnana 1798: un palazzo nell'ultima fortezza veneziana dell'Istria
ospitalità
Konoba Morgan: selvaggina, tartufo e un figlio che suona il flauto a fine serata
enogastronomia
Konoba Mondo: tartufo, boskarin e la foto di Bourdain all'ingresso
enogastronomia
Ipša: olio, vino e tartufi nel paese dove il bosco profuma di Istria
enogastronomia
La Puntulina: la casa di famiglia che non vollero vendere, sul mare di Rovigno
enogastronomia
Konoba Batelina: la mattina pescano, la sera cucinano
enogastronomia
