Tra le vigne del Collio goriziano: cosa fare nel cuore viticolo del Friuli
Il Collio goriziano è uno dei territori viticoli più pregiati d’Italia. Nel cuore del Friuli Venezia Giulia, tra colline strette tra Gorizia e il confine sloveno, il tempo sembra scorrere più lento. Le vigne si susseguono ordinate, i borghi sono piccoli e silenziosi, e l’aria profuma di terra e legno. È un territorio che chi ama il vino conosce bene, ma che i turisti comuni ancora faticano a raggiungere — e forse è proprio questo il suo segreto.
Cosa fare nel Collio goriziano: inizia dal vino
Il Collio goriziano è prima di tutto vino. La denominazione copre una fascia di colline strette tra Gorizia e il confine sloveno, su un suolo chiamato ponca — marna argillosa e arenaria, friabile, capace di dare ai bianchi una sapidità e una complessità che pochi altri territori italiani sanno offrire. Friulano, Pinot Grigio, Ribolla Gialla, Sauvignon — qui si coltivano da secoli, e si bevono in modo completamente diverso da come li si trova altrove.
Una mattina tra questi filari è qualcosa di diverso da qualsiasi esperienza turistica standard. Non ci sono code, non ci sono gruppi organizzati. C’è solo il paesaggio, il silenzio, e la possibilità di incontrare chi questo vino lo produce davvero.
Livio Felluga a Brazzano di Cormons è uno dei produttori storici della zona — cinque generazioni di famiglia istriana, i vini con la mappa del Collio in etichetta. La visita alle cantine e la degustazione guidata è il modo più diretto per capire cosa rende questo territorio unico. Per chi vuole approfondire, Russiz Superiore a Capriva del Friuli aggiunge sette secoli di storia viticola e i bianchi più longevi del Collio.
Il confine che non divide
Il Collio goriziano è anche storia, confini che si spostano, culture che si mescolano. Qui l’Italia finisce e la Slovenia inizia, e non è solo una questione geografica — è una questione di sapori, di lingua, di tradizioni. Per secoli questo territorio è stato diviso tra la Repubblica di Venezia e l’Arciducato d’Austria, e quella tensione si sente ancora oggi nei borghi, nelle cantine, nelle cucine.
A San Floriano del Collio, esattamente sulla linea di confine, il Borgo Gradis’ciutta occupa un complesso del Cinquecento restaurato — vigneti biologici, vista sulle colline che scendono verso la pianura, e la sensazione precisa di stare in un posto che ha visto passare la storia senza fretta.
Dove mangiare nel Collio goriziano
Per pranzo o cena, La Subida è il posto dove nel Collio si mangia. Un borgo nel bosco a Cormons, cucina di confine con stella Michelin, una cantina con oltre mille etichette. Non è un ristorante che si prenota all’ultimo momento — ma vale ogni telefonata.
Il Castello di Spessa
A Capriva del Friuli, a pochi minuti da Cormons, il Castello di Spessa chiude il cerchio: cantine medievali scavate nella roccia, un bunker della Seconda Guerra Mondiale a 18 metri di profondità, e il Pinot Nero Casanova — il vino che prende il nome da Giacomo Casanova, che qui soggiornò nel 1773. La visita guidata con degustazione è una delle esperienze più insolite del Collio.
Come organizzare la visita
Il Collio goriziano si percorre comodamente in auto — tutte le cantine principali sono nel raggio di 15 chilometri tra Cormons e Capriva del Friuli. Le visite in cantina richiedono prenotazione anticipata. Il periodo migliore è settembre, durante la vendemmia, o maggio-giugno quando i vigneti sono nel pieno della vegetazione.
Per un itinerario completo di due giorni nel Collio, con tutte le tappe collegate, l’itinerario Collio in un giorno racconta il percorso da Cormons al Castello di Spessa.
Il Collio goriziano non è una destinazione da consumare in fretta. È un territorio che si capisce tornandoci — ogni stagione ha il suo ritmo, ogni cantina la sua storia.





